“Senza nascondere le tensioni e le spaccature interne al movimento degli arbegnocc, i partigiani etiopi, Andrea Sestante gli assegna un posto nella memoria degli Italiani, tra coloro che contribuirono alla sconfitta del nazifascismo, ben prima che in Europa esistessero formazioni organizzate per combatterlo in armi.”
- Wu Ming 2"Una graphic novel di cui c'era veramente bisogno."
- Marilena Umuhoza Delli"Con l’agilità del disegno e il rigore dello storico, la graphic novel Yekatit 12 ricostruisce le stragi di Addis Abeba del 1937, uno dei più gravi crimini del colonialismo italiano. L’autore parla della necessità di ricordare quelle violenze e la risposta del popolo etiopico"
- Stefania Ragusa (Nigrizia)"Il massacro del febbraio 1937 in Etiopia diventa materia viva, qualcosa che smette di essere una nota a margine nei libri di scuola e si trasforma in una narrazione visiva potente, capace di restituire voce a chi quella storia l’ha vissuta davvero. Il fumetto qui non è evasione, è uno strumento che graffia, che costringe a guardare in faccia un pezzo di storia italiana spesso rimosso, e lo fa con quella lucidità che solo il linguaggio sequenziale sa raggiungere quando trova autori pronti a rischiare."
- Corriere Nerd"Splendido e straziante graphic novel su Yekatit 12: il punto di vista è quello della resistenza etiope contro gli italiani, e se non sapete di cosa sto parlando è il momento di rimediare leggendo questo fumetto. Se lo sapete, converrete con me che nell’ecosistema storiografico e narrativo su quell’eroico e tragico evento mancava proprio questo tassello. Grazie ad Andrea Sestante per aver lavorato tutti questi anni con cura, rigore e passione a questa storia."
- Carlo Greppi"Protagonisti sono i resistenti etiopi, i loro percorsi e le loro scelte, gli affetti, le paure, gli errori, il sacrificio. La scelta di adottare questo punto di vista, evidente fin dal titolo rovescia la prospettiva e ci costringe a guardarci in uno scomodo specchio."
- Pietro Veronese (Il Venerdì di Repubblica)"Leggerlo è un dovere civile."
- Pietro Scarnera"Un autore italiano che racconta una storia etiope segnata dalla violenza coloniale italiana si mette volontariamente in una posizione delicata. Il rischio sarebbe usare quella memoria per parlare ancora una volta soltanto di noi, della nostra colpa, della nostra rimozione, del nostro bisogno di riparazione. Sestante prova a evitarlo appoggiandosi alle fonti, ai discendenti, alle testimonianze e alla memoria orale. Cerca di restituire agli etiopi un ruolo attivo, senza trasformarli in figure mute dentro una storia di espiazione italiana."
- Graziano Lanzidei